Come il riscaldamento a infrarossi ha aiutato il proprietario a raggiungere la classe energetica B (senza gas)
«Il riscaldamento a infrarossi peggiora la classe energetica.»
Perché questo progetto è importante
Molti ritengono che il riscaldamento a infrarossi non possa consentire di ottenere classi energetiche elevate. Questo progetto di co-living realizzato a Sunderland dimostra che la prestazione energetica dipende dalla progettazione complessiva dell’edificio, inclusi isolamento, tenuta all’aria, ventilazione, superfici vetrate e controlli intelligenti del riscaldamento, non semplicemente dalla tecnologia di riscaldamento.
Questa convinzione continua a dissuadere molti costruttori, proprietari e progettisti dal prendere in considerazione gli infrarossi, soprattutto nei progetti residenziali di maggiori dimensioni.
Tuttavia, in un recente progetto di co-living con 21 camere da letto a Sunderland, è stato installato un sistema di riscaldamento a infrarossi senza gas, ottenendo comunque una classe energetica B.
Il risultato mette in discussione una delle convinzioni più diffuse nelle valutazioni delle prestazioni degli edifici e sottolinea il divario crescente tra il modo in cui le prestazioni energetiche vengono modellate e il comportamento effettivo dei moderni sistemi di riscaldamento elettrico negli edifici reali.
In questo articolo analizziamo perché il riscaldamento a infrarossi non peggiora di per sé i punteggi energetici, cosa ha funzionato in questo progetto e cosa devono sapere i costruttori quando i calcoli SAP si confrontano con la progettazione reale.
Riepilogo del progetto
Località: Sunderland
Immobile: progetto di co-living con 21 camere da letto
Riscaldamento: riscaldamento a infrarossi a soffitto iHelios
Controlli: termostati intelligenti individuali iHelios per ogni ambiente
Ventilazione: ventilazione meccanica
Gas: assente
Classe energetica: B
Destinazione d’uso: locazione / co-living

Il problema: perché il riscaldamento a infrarossi viene spesso penalizzato nei calcoli della classe energetica
Molte valutazioni SAP e della classe energetica si basano ancora su ipotesi predefinite semplificate, soprattutto per quanto riguarda il riscaldamento elettrico. I sistemi a infrarossi spesso vengono:
- Classificati insieme ai vecchi sistemi di riscaldamento elettrico diretto
- Valutati senza riconoscere i sistemi di controllo avanzati
- Penalizzati quando vengono considerati senza tenere conto dell’involucro edilizio e della ventilazione
Ciò alimenta l’idea errata che il riscaldamento a infrarossi riduca automaticamente i punteggi energetici.
In realtà, la prestazione energetica non dipende mai soltanto dal riscaldamento.
La classe energetica riguarda l’intero edificio, non solo la fonte di calore
Una valutazione SAP condotta correttamente prende in esame l’intero sistema energetico dell’edificio, inclusi:
- Livelli di isolamento (pareti, tetto, pavimenti)
- Tenuta all’aria e strategia di ventilazione
- Controlli e zonizzazione del riscaldamento
- Fabbisogno di acqua calda
- Efficienza dell’illuminazione
- Superficie utile effettiva e fabbisogno energetico per m²
In questo progetto a Sunderland, il valutatore SAP ha considerato correttamente tutti i fattori che contribuiscono al risultato, non solo la tecnologia di riscaldamento.
Il progetto di co-living a Sunderland: 21 camere da letto, un’unica strategia integrata
Non si trattava di una piccola ristrutturazione domestica, ma di un grande progetto di co-living con 21 camere da letto, spazi condivisi e modalità di occupazione reali.
Gli elementi principali includevano:
1. Involucro edilizio ad alte prestazioni
- Isolamento migliorato in tutto l’edificio
- Riduzione della dispersione termica attraverso l’involucro
- Temperature interne stabili con minori picchi di fabbisogno
2. Ventilazione intelligente
- Flussi d’aria controllati per mantenere la qualità dell’aria
- Riduzione delle dispersioni termiche non necessarie
- Equilibrio tra comfort ed efficienza in un ambiente ad alta occupazione
3. Riscaldamento intelligente a infrarossi iHelios
- Riscaldamento a zone per ogni ambiente
- Tempi di risposta rapidi: calore solo dove e quando serve
- Nessuna dispersione nella distribuzione (niente tubazioni né dispersioni dovute all’accumulo di calore)
- Controlli avanzati, adattati alle effettive modalità di occupazione
4. Consumi energetici realistici per metro quadrato
Anziché basarsi su ipotesi teoriche di riscaldamento eccessivo, la valutazione ha tenuto conto di:
- Effettivo utilizzo degli ambienti
- Minori consumi di fondo
- Riscaldamento efficiente nel punto di utilizzo
Il risultato: un’ottima classe energetica B, con il riscaldamento a infrarossi incluso
Quando tutti gli elementi sono stati inseriti correttamente nel SAP:
✅ Il progetto ha ottenuto un’ottima classe energetica B
✅ Il riscaldamento a infrarossi è stato incluso integralmente, non escluso
✅ Il risultato riflette le prestazioni reali, non ipotesi superate
Questo mette direttamente in discussione l’idea che il riscaldamento a infrarossi sia incompatibile con buoni risultati in termini di classe energetica.
Perché il riscaldamento a infrarossi è particolarmente adatto agli alloggi condivisi e agli HMO
Gli immobili condivisi di grandi dimensioni sono spesso poco adatti ai tradizionali impianti idronici. Il riscaldamento a infrarossi offre vantaggi evidenti:
- Controllo individuale per ogni ambiente (senza surriscaldare gli spazi vuoti)
- Manutenzione ridotta e conformità più semplice
- Nessuna dispersione dovuta a un impianto centralizzato
- Ideale per modalità di occupazione sfalsate
- Ottimo abbinamento con un buon isolamento e una buona ventilazione
In termini di classe energetica, ciò si traduce in un fabbisogno calcolato inferiore per m², se la valutazione è condotta correttamente.
Il punto fondamentale: la classe energetica non penalizza gli infrarossi, lo fanno le ipotesi errate
Questo progetto dimostra un fatto importante:
Il riscaldamento a infrarossi non riduce la classe energetica se l’edificio è progettato e valutato correttamente.
Tenendo conto dell’isolamento, della ventilazione, dei controlli e dell’utilizzo effettivo, il riscaldamento a infrarossi può rientrare tranquillamente nella classe energetica B o superiore, anche negli edifici grandi e ad alta occupazione.
Per costruttori, proprietari e progettisti, la lezione è chiara:
- Non valutate il riscaldamento isolatamente
- Non affidatevi a ipotesi superate
- Progettate in modo olistico e lasciate che il SAP svolga correttamente il suo compito
«Il riscaldamento a infrarossi non riduce i punteggi energetici: a farlo è una modellazione errata.»
Se valutato correttamente, il riscaldamento a infrarossi non riduce la classe energetica.
Un progetto di co-living con 21 camere da letto a Sunderland ha ottenuto un’ottima classe energetica B grazie a una strategia che ha considerato l’intero edificio, combinando isolamento, ventilazione, fabbisogno energetico realistico per m² e iHelios riscaldamento intelligente a infrarossi. Questo progetto dimostra che i risultati SAP dipendono da una progettazione integrata e da ipotesi basate sull’utilizzo reale, non dal tipo di riscaldamento considerato isolatamente, rendendo il riscaldamento a infrarossi una soluzione valida per progetti multifamiliari ad alte prestazioni conformi ai requisiti.
Lezioni da questo progetto
- Progettare prima l’edificio.
- I calcoli delle dispersioni termiche sono essenziali.
- Il SAP valuta l’intero edificio, non solo la fonte di calore.
- I controlli intelligenti sono importanti.
- Isolamento e ventilazione incidono notevolmente sui risultati della classe energetica.
In una frase
Questo progetto dimostra che il riscaldamento a infrarossi può far parte di un edificio in classe energetica B quando involucro, isolamento, ventilazione e controlli del riscaldamento sono progettati in modo integrato.
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